Digiuno terapeutico che cos’è e come si pratica

In cosa consiste il digiuno terapeutico

Come dice il termine stesso, il digiuno terapeutico indica l’astinenza dal cibarsi per un certo periodo di tempo a scopo terapeutico, quindi con l’obiettivo di seguire una terapia. Infatti, il digiuno terapeutico viene spesso prescritto in situazioni nelle quali bisogna sottoporsi ad un intervento chirurgico, ed immediatamente dopo quest’ultimo.
Non si tratta perciò di una dieta consigliata o di un segreto per perdere chili, ma di una terapia con uno specifico obiettivo, che inoltre, non deve essere affatto improvvisata, ma sempre sotto stretto controllo medico.

Come funziona il digiuno terapeutico

benefici Digiuno terapeutico Il digiuno terapeutico consiste nel rinunciare completamente all’assunzione di cibi solidi, con lo scopo di depurare il fegato ed altri organi preposti all’eliminazione delle tossine, come per esempio i reni.

Durante queste fase bisogna preoccuparsi di assumere solo liquidi, che contribuiscono alla depurazione del corpo; quindi i cibi più consoni sono centrifughe a base di frutta e verdura.

Il digiuno terapeutico si interessa anche del nostro stile di vita, ed impone un minimo di 8-9 ore di sonno, oltre che un’attività fisica, comprensiva di quella lavorativa, particolarmente modesta.

La base di questa dieta pone le sue fondamenta sul fatto che il corpo occuperebbe gran parte del tempo necessario per la metabolizzazione unicamente per provvedere alla depurazione, agevolata da un tipo di alimentazione che di fatto annulla quasi totalmente il processo metabolico.
Il tutto ovviamente esclude qualsiasi tipo di vizio, sia esso il fumo, sia esso un semplice caffè.
In linea teorica il digiuno terapeutico consente l’eliminazione dallo stress di tutti i giorni e ristabilisce l’equilibrio psicofisico, dovuto ad un’alimentazione non ideale o troppo scorretta.

Prepararsi al digiuno terapeutico

Ovviamente una dieta così rigida non può essere cominciata immediatamente con le sue caratteristiche più limitative, è necessario prepararsi ad essa con un approccio graduale.
Il primo passo è aumentare l’assunzione di liquidi cominciando nel contempo ad eliminare i cibi solidi, nella fattispecie preferire cibi crudi piuttosto che cotti. Quindi è importante far calare il ritmo di lavoro o di qualsiasi attività che possa alzare il livello di stress; a questo punto si tratta di fare un passaggio graduale alla dieta vera e propria.

Vantaggi del digiuno terapeutico

Il miglior pregio di questa dieta è senza dubbio l’effettiva depurazione dell’organismo, che ha luogo grazie all’assunzione di liquidi. Un altro pregio è l’obbligo al rispetto delle ore di sonno, che altro non fanno che rilassare e contribuire ad un più semplice smaltimento delle tossine. Ulteriormente, tale dieta, essendo di fatto un digiuno totale, consente la perdita di almeno 2 o 3 chili alla settimana, risultato che è sintesi di grande efficacia.

Nel dettaglio vediamo quali sono i processi più interessanti di questo percorso terapeutico:

  • Correzione della ritenzione idrica nei tessuti; conseguenza diretta della mancata assunzione di sali, che comporta un maggior rilascio di liquidi in eccesso.
  • Autolisi delle scorie; eliminazione dei grassi, del colesterolo e dei radicali liberi, diminuzione dei trigliceridi.
  • Maggior apporto di zinco nel sangue; l’aumento di zinco consente la rigenerazione cellulare, e facilita i globuli rossi nel loro principale compito, che è il trasporto dell’ossigeno.

L’importanza di una dieta controllata

Il digiuno terapeutico non è esente da rischi, che sono correlati all’estrema rigorosità delle privazioni alla quale questa terapia è legata. La completa assenza di cibi solidi causa importanti scompensi al processo metabolico, che possono provocare danni importanti a diversi organi, nel dettaglio: riduzione delle difese immunitarie, con conseguente esposizione a virus e batteri; malnutrizione; insufficienza cardiaca; alterazione dell’apparato gastrointestinale e respiratorio.

Questa dieta, ed altre simili come la dieta chetogenica, basano i propri fondamenti sull’assoluta mancanza di assunzione di carboidrati, che sono importantissimi per svariate funzioni di diversi organi, pertanto i loro benefici sono da ritenersi riservati a particolari condizioni prescritte da medici competenti e specializzati. È veramente pericoloso pensare di attuare una simile dieta in via autonoma e senza un controllo esterno, corredato di analisi ed opportuna documentazione.

Perché il digiuno terapeutico

Considerate le caratteristiche di questa vera e propria terapia, essa ha grandi risultati proprio nell’ambito della disintossicazione e della conseguente rigenerazione dei tessuti cellulari, mediante una forzatura che costringe il nostro organismo ad eliminare le tossine.

Pertanto, si tratta di una cura che ha dei grandi effetti benefici e che consente una rapido rinnovo cellulare.
L’eliminazione delle tossine è favorito dall’assunzione di liquidi, che riducono notevolmente il lavoro del fegato e stimolano invece i reni ad effettuare un costante drenaggio.

Probabilmente la maggior parte delle persone pensa con ragione di stare benissimo e di non avere affatto bisogno di effettuare un digiuno terapeutico: diciamo che in molti casi invece, sarebbe consigliabile pensare quantomeno ad informarsene, perché lo stress che la società odierna comporta un po’ a tutti, favorisce proprio l’invecchiamento cellulare.

Pertanto tutte le volte che ci sentiamo stanchi e un poco influenzati, potrebbe essere più che sensato effettuare almeno un breve ciclo di digiuno terapeutico.

Deve essere inoltre rimarcato, che tale pratica necessita di una valutazione solo dopo la rialimentazione, cioè a ciclo terminato e seguente periodo di normale assunzione di alimenti, sia solidi che liquidi, ovviamente nell’ambito di un dieta equilibrata e non sconsiderata.

Autore dell'articolo: Stefy

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