Crema all’Arnica e all’Artiglio del Diavolo: cosa sono e a cosa servono

Arnica e artiglio del diavolo: che differenza c’è?

L’arnica e l’artiglio dei diavolo sono due antidolorifici naturali che frequentemente vengono utilizzati per la preparazione di creme e affini , molto spesso vengono utilizzati indistintamente ma bisogna conoscerli in maniera approfondita per decidere di avvalersi di un prodotto piuttosto che di un altro. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

L’arnica è una pianta dai fiori gialli e scuri molto simile alla margherita, le sue proprietà benefiche sono contenute, oltre che nei petali, anche nei rizoni e nelle foglie. Le creme e i gel che presentano il principio attivo dell’arnica vengono utilizzare per trattare traumi, strappi ai muscoli, contusioni, dolori di origine reumatica e dovuti ad urti violenti.

Il principio attivo dell’arnica ha il compito di alleviare i processi infiammatori, ristabilire il circolo del sangue sottopelle riducendo il gonfiore e l’edema grazie all’elevata concentrazione di flavonoidi, fitosteroli, polisaccaridi e mucillagini.

L’artiglio del diavolo è una pianta che deve il suo nome ai quattro uncini che circondano i suoi frutti che ricordano proprio le unghie di un demone. In erboristica la pianta è conosciuta anche con il nome di Arpagofito, le parti utilizzate per creare sollievo sono quelle delle escrescenze laterali delle radici, ricche di sostanze come aminoacidi, iridoidi, steroli, zuccheri grassi e cere.

L’artiglio del diavolo ha note proprietà rilassanti e analgesiche se si pensa a tessuti molli come muscoli e tendini, esso è particolarmente indicato per dolori alla schiena, cervicalgie, febbre, tendiniti e artriti. L’artiglio del diavolo si può trovare in diverse forme, sia in crema da utilizzare sull’infiammazione topica, sia come integratore alimentare da utilizzare tramite ingestione.

L’artiglio del diavolo: modi di utilizzo

usi arnica e artiglio del diavoloL’artiglio del diavolo è da sempre stato utilizzato dai popoli sudafricani per le sue proprietà analgesiche ed antinfiammatorie, negli ultimi anni ha poi iniziato a colonizzare anche l’europa diventando una vera e propria cura per problemi di origine osteoarticolare.

Diversamente dall’arnica, l’artiglio del diavolo deve essere assunto sotto controllo medico e il suo utilizzo non dovrebbe oltre le due settimane di trattamento, questo perché i fitosteroliprotrarsi presenti in esso hanno un’azione molto simile a quella del cortisone che a lungo andare potrebbe creare danni od assuefazione.

Le creme in commercio generalmente racchiudono formule dove la concentrazione del principio attivo non supera mai il 10%, esse sono particolarmente adatte ad uso topico in stati infiammatori (se ne consiglia l’applicazione due volte al giorno) oppure come base per massaggi defaticanti dopo la pratica sportiva.

L’arnica e le sue proprietà

L’arnica viene utilizzata in medicina perché ha delle proprietà benefiche in grado di eliminare le infezioni batteriche e rafforzare il sistema immunitario, alleviare il dolore e curare le infiammazioni. Le creme a base di questa pianta officinale vengono spesso utilizzate anche dei processi di cicatrizzazione, in presenza di lividi e gonfiori poiché protegge i capillari e aiuta la loro rigenerazione, contro le punture di insetto.

L’arnica deve il suo potere alla presenza di elenalina nonché in grado di grado di modificare l’azione delle cellule immunitarie, degli oli essenziali che stimolano l’irrorazione sanguigna e disinfettano in maniera efficacie e duratura.

In commercio sono presenti olii e creme, i primi possono essere impiegati prima e dopo l’attività sportiva per riscaldare i muscoli evitandone strappi e per diminuire dolori muscolari e prevenire contratture, le seconde invece vengono impiegate nelle fasi acute di contusioni e stiramenti dove il primo soccorso è basilare per poter prevenire il fastidioso protrarsi del dolore.

È importante ricordare che l’arnica è una pianta cardiotossica, per questo motivo non viene utilizzata in fitoterapia ma solo in omeopatia per uso esterno e con pelle prima di abrasioni. Non esistono particolari controindicazioni, si consiglia comunque di consultare il medico in caso di dubbi o di donne in stato di gravidanza.

Conclusioni sull’utilizzo

Grazie a questa piccola guida speriamo di aver fatto chiarezza su modi ed usi di creme a base di artiglio del diavolo e di arnica. Molto spesso si fa fatica a capire in quali casi utilizzarli, in questo modo si evita quindi di applicare prodotti sbagliati se non addirittura dannosi.

Si può semplificare dicendo che l’arnica deve essere impiegata in casi di dolore da contusione o in casi in cui sono presenti gonfiori di origine traumatica e conseguente edema, l’artiglio del diavolo invece svolgendo un’azione antinfiammatoria deve essere impiegato in casi dove l’infiammazione di ossa o muscoli si fa sentire più pressante. Ricordiamo che i prodotti venduti possono contenere il principio attivo sotto forma di concentrazione diversa, più alta sarà più forte sarà il suo potere.

È importante sapere che queste creme hanno una funzione riscaldante, si consiglia quindi di applicarle sulla pelle priva di escoriazioni e di non prolungare troppo a lungo nel tempo il loro utilizzo onde evitare l’insorgenza di fastidiose irritazioni. Gli impacchi possono essere la soluzione giusta per non creare un’azione rubescente, l’utilizzo di una pezza infatti mitiga enormemente l’infiammazione cutanea preservandone l’integrità strutturale.

Autore dell'articolo: Stefy

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