Le bacche di Goji a cosa servono? Proprietà e usi

Lycium barbarum è il nome scientifico della pianta comunemente nota come Goji, un arbusto spinoso con tronco corto e rami che si dividono da esso vicino al terreno. Ha una fitta chioma e produce graziosi fiorellini lilla a cinque petali.

I frutti affusolati sono della grandezza di acini d’uva, con semini piatti all’interno, rossi quando raggiungono la maturazione. Essiccati, hanno un sapore che somiglia a uva passa e frutti di bosco.

Fino a qualche anno fa l’arbusto del Goji cresceva spontaneamente soltanto nel clima temperato degli altopiani di Cina, Tibet e Mongolia a circa 3000 metri. Oggi può essere coltivato in vaso o piantato in terreni ricchi di sabbia, in punti che rimangano soleggiati il più a lungo possibile.

Vuole poca acqua ma spesso, il terreno deve rimanere sempre umido. Nel mese di maggio arrivano i frutti e la pianta va potata, ma soltanto alla fine del periodo estivo il Goji sarà pronto per il raccolto.

Le proprietà delle bacche di Goji

Gli orientali facevano uso di questo frutto già dal 300 A.C. e la loro longevità rivela più di un fondo di verità nella leggenda dell’Albero della Giovinezza. I popoli mongoli e tibetani da sempre raccolgono a mano il Goji maturo e lo lasciano essiccare sotto i raggi solari, così che la sua fragranza rimanga inalterata e il bel colore rosso rubino non diventi scuro.

usi bacche di gojiCelebrano il Goji ogni anno, riservandogli una festa lunga due settimane.
Ma perché le bacche di Goji sarebbero così portentose?

Le bacche di Goji contengono proteine, beta-carotene e ferro in quantità maggiore rispetto a cereali, carote e spinaci, i cibi della nostra alimentazione che ne sono più ricchi, e abbondano di Vitamina C: 500 volte più che nelle arance!

Questi fruttini rossi offrono 18 aminoacidi e tracce di ben 21 minerali, Vitamine B1, B2, B6 ed E, sono ricchi di polisaccaridi, antiossidanti, potassio e magnesio. Insomma, le bacche di Goji fanno bene a ossa, cartilagini e muscoli, alla circolazione, alla vista, al sistema nervoso, alla memoria e alla concentrazione.

Combattono la perdita di capelli, l’anemia, depressione, insonnia e irritabilità. Aiutano l’assorbimento del ferro, lo smaltimento degli acidi grassi, proteggono dai radicali liberi e favoriscono il rinnovamento delle cellule.

Come e perché consumare il Goji

Per diete ipocaloriche e per il controllo del peso, grazie alle loro proprietà nutrienti tolgono l’appetito senza appesantire. Ideali se consumate in quantità pari a 25-30 grammi, lontano dai pasti principali per assimilarne meglio le proprietà.

Le bacche di Goji garantiscono un senso di sazietà perché possiedono un basso indice glicemico (28, contro i 38 della mela, il frutto più indicato nelle diete ipocaloriche), cioè tengono bassi i picchi della glicemia.

La sensazione di fame viene infatti innescata dal calo del picco glicemico: più esso si è alzato durante l’assunzione di cibo, più il suo abbassamento induce il senso di fame.

Nello sport e nella vita quotidiana danno una spinta energetica, aiutano il tono muscolare, reintegrano vitamine e sali minerali. Le bacche di Goji sono anche un ottimo alleato di bellezza: gli antiossidanti contrastano l’invecchiamento, i carotenoidi e la Vitamina A rinforzano unghie e capelli.

In inverno e durante i cambi di stagione rafforzano il sistema immunitario e ripristinano le sostanze energetiche in modo più veloce e naturale rispetto ai comuni integratori alimentari, che contengono le stesse sostanze ma sintetizzate chimicamente.

In 100 grammi di bacche di Goji essiccate sono presenti:

  • proteine: 14 grammi;
  • fibre: 4,8 grammi;
  •  potassio: 50 milligrammi;
  • calcio: 4% del fabbisogno giornaliero;
  • ferro: 17% del fabbisogno giornaliero.

Contengono inoltre 321 chilo calorie. Per questo, in regime di dieta ipocalorica, si consiglia di non superare i 25 grammi.

Attenzione al prodotto!

La bacca di Goji è presente sul mercato italiano in due sole varietà: Lycium barbarum L. proveniente dal Tibet e Lycium chinense proveniente dalla Cina. Hanno aspetto molto simile, ma nel Lycium chinense le proprietà benefiche sono presenti in concentrazioni minori, quindi il frutto è meno efficace.

Di conseguenza, anche il sapore risulterà più delicato, diluito rispetto a quello dolce-amarognolo del barbarum. Le due specie dovrebbero essere riconoscibili dall’etichetta, sulla quale è specificata la zona di provenienza.

Tra il 2007 e il 2009, durante l’importazione del Lycium chinense, gli Stati Uniti hanno dovuto rifiutare 24 spedizioni a causa della presenza di abbondanti residui di sostanze pesticida sui frutti, anche su quelli dichiarati biologici.

La conservazione è importante, le bacche di Goji devono essere preservate da luce, calore e umidità o prenderanno un cattivo sapore e perderanno le proprietà benefiche. Vetro e plastica sono materiali inadatti per conservarle.

Le bacche di Goji vendute sfuse potrebbero essere state precedentemente conservate in modo errato, oppure aver trascorso molto tempo aperte. In generale, sono da evitare le bacche troppo piccole o di colore scuro.

Se ne sconsiglia l’assunzione a chi assume farmaci anticoagulanti, in gravidanza e allattamento, a chi è allergico a pomodori, patate, peperoncino, melanzane, coi quali il Goji condivide la famiglia (Solanaceae).

Goji: non solo bacche
Il Goji si può trova anche in altri formati: le capsule, contengono l’estratto secco del frutto. Se ne possono assumere una o due al giorno, ma attenzione all’etichetta!

L’ideale sarebbe rivolgersi alla farmacia o all’erboristeria di fiducia, chiedendo un estratto titolato; il succo, meglio se al 100% e ricavato dalla spremitura diretta.

Se ne può assumere fino a venti millilitri al giorno; la pianta, in fine, si può acquistare online e in vivaio, fornisce frutti freschi da spremere, essiccare, trasformare in squisite marmellate.

Più naturale di così!

Autore dell'articolo: Stefy

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